Dr. Paolo Lasagna

Biologo-Nutrizionista esperto in DIETA del DNA, studia piani nutrizionali su base nutrigenetica/nutrigenomica

Presente a Feletto Umberto, presso Studio Armonia, un finesettimana al mese (venerdì e sabato). Per informazioni e prenotazioni contatta Chiara 339-1440407

 

VANTAGGI PIANO NUTRIZIONALE GENETICO

·        il piano nutrizionale è estremamente personalizzato in quanto è studiato sul DNA individuale che è unico e irripetibile.

·        perde quasi completamente di importanza l’aspetto quantitativo della dieta in quanto viene fatta un’analisi qualitativa dei nutrienti contenuti nei cibi in base alla loro maggiore o minore affinità con il patrimonio genetico della persona.

·        I risultati ottenuti sono molto più duraturi nel tempo portando l’individuo a un riequilibrio metabolico sicuramente migliore rispetto a quello ottenuto con i piani nutrizionali che si basano su un bilancio calorie assunte/calorie bruciate.

Approfondimento sulla nutrigenetica/nutrigenomica

Tramite questa tipologia di approccio alla scienza della nutrizione non si prende più in considerazione, come quasi sempre viene fatto, l’apporto calorico e dei vari micro/macronutrienti indotto dagli alimenti con cui ci si nutre ma, in seguito allo studio di vari polimorfismi genetici effettuato tramite un prelievo non invasivo di materiale biologico, si procede allo studio di un piano nutrizionale che preveda l’assunzione di alimenti contenenti le molecole più compatibili con il DNA del paziente preso in esame.

Naturalmente non si parla nè di manipolazione nè di modificazione genetica ma di modulazione dell’espressione di determinati geni presi in esame facendo quindi sì che venga reso quanto più improbabile possibile il passaggio da una eventuale predisposizione genetica riscontrata (su base genetica si studiano sempre e solo delle predisposizioni, non si fanno mai delle diagnosi) alla patologia conclamata.

Le possibilità di applicazione di questa metodica di studio sono molteplici essendo il nostro DNA, con la sequenza dei geni che lo compongono, il depositario delle istruzioni di “funzionamento” praticamente di ogni aspetto del nostro corpo ed essendo il cibo con cui ci nutriamo il principale mediatore tra l’ambiente in cui viviamo e il DNA stesso

PANNELLO IMMUNITA’

 VDR (Fokl – Bsml – Taql – Apal – Cdx2) – Metabolismo della vitamina D.

La positività dei descritti polimorfismi genetici può determinare un cattivo funzionamento del recettore della vitamina D (VDR) con ripercussioni ad ampio spettro sull’organismo. La vitamina D è infatti principalmente coinvolta nel mantenimento di un buono stato di salute dell’apparato osseo ma ha un ruolo estremamente importante anche nel buon funzionamento del sistema immunitario. E’ poi stata scientificamente dimostrata una correlazione tra bassi livelli di vitamina D e un aumento del rischio di contrarre influenze, raffreddori e altre infezioni delle basse vie respiratorie. La scarsità di vitamina D incide poi anche sulla funzionalità del sistema immunitario aumentando il rischio di sviluppare patologie autoimmuni tra cui artrite reumatoide, lupus, tiroidite autoimmune, condizioni infiammatorie intestinali croniche e diabete di tipo 2.


TNFalfa, IL6 – Stato infiammatorio generalizzato.

Le citochine sono delle molecole biologiche proteiche che agiscono come mediatori solubili della immunità naturale e della risposta immunitaria. Agiscono attivando la risposta immunitaria cellulare e umorale, controllando la differenziazione e la proliferazione cellulare, inducendo infiammazione, regolando l’emopoiesi, modulando la guarigione. Polimorfismi positivi dei geni IL6 e TNFalfa compromettono l’equilibrio biochimico delle citochine con conseguente aumento del rischio che nell’organismo si instauri uno stato infiammatorio cronico che può determinare alterazioni del sistema immunitario e lesioni a carico di diversi organi. Allo stato infiammatorio si correlano malattie autoimmuni tra cui lupus, artrite reumatoide, diabete mellito 1, tiroidite di Hashimoto, glomerulonefrite, sclerosi sistemica.

 

SOD1, SOD3, NADPH-NQ01 – Stress ossidativo.

Gli antiossidanti sono molecole in grado di proteggere le cellule immunitarie dall’azione ossidativa indotta dai radicali liberi. Si ha una condizione di stress ossidativo quando in un individuo la produzione e l’eliminazione di specie chimiche ossidanti (ROS) prodotte dalla normale attività metabolica, non è più in equilibrio, il che può determinare danni ossidativi a DNA, lipidi e proteine.

La superossido dismutasi (SOD) è un sistema antiossidante enzimatico dell’organismo di difesa contro i radicali liberi mentre le NADPH deidrogenasi sono delle flavoproteine svolgenti azione di agente detossificante codificate dai due geni NQ01 e NQ02 sovraespressi in seguito a stress ossidativo. I radicali liberi sono molecole altamente reattive, tossiche e dannose che causano un continuo stress ossidativo al DNA determinando uno stato di infiammazione cronica o silente che aumenta il rischio di sviluppare numerose situazioni patologiche tra cui alterazioni del sistema immunitario con conseguente aumento del rischio di sviluppare patologie autoimmuni. L’infiammazione silente determina poi nel sangue l’aumento di alcuni ormoni pro-infiammatori come il cortisolo, l’insulina e gli eicosanoidi che determinano una riduzione della reattività del sistema immunitario con conseguente aumento delle possibilità di incorrere in recidive infettive o in problematiche a carico del sistema cardiovascolare e neurologico.

 

PTPN2, PTPN22 – Funzione cellulare immunitaria.

Il sistema immunitario attua due forme di difesa: una aspecifica o innata e una specifica o adattativa regolata tramite i linfociti T e B che si attivano quando i recettori sulla loro superficie riconoscono degli antigeni specifici per quel recettore. Le PTPN2 e PTPN22 (protein tirosin fosfatasi) sono proteine che modulano l’attivazione del sistema immunitario essendo coinvolte nella risposta dei recettori dei linfociti T e B. Delle loro alterazioni genetiche sono alla base di patologie autoimmuni come tiroidite autoimmune, artrite reumatoide, diabete di tipo 1.

 

AOC1 – Sintesi dell’Istamina.

L’istamina nell’uomo è presente praticamente in tutti i tessuti ma viene prodotta e immagazzinata in vescicole a livello cellulare all’interno di cellule coinvolte nella risposta allergica ed immunitaria, i mastociti e i granulociti basofili. Avendo funzioni vasodilatatoria, ipotensiva  e permeabilizzante svolge un ruolo cruciale, in quanto mediatore chimico, nella difesa del sistema immunitario e nella regolazione della risposta infiammatoria fungendo anche da neurotrasmettitore. La diaminoossidasi (DAO) è l’enzima presente nell’intestino, nei reni e nel fegato responsabile della metabolizzazione e della degradazione dell’istamina assunta con i nutrienti. AOC1 è il gene che, in caso di suo polimorfismo, determina una ridotta espressione e funzionalità del DAO con quindi una riduzione della sua attività enzimatica e conseguente disequilibrio tra l’accumulo e la degradazione dell’istamina che si ripercuote su un non corretto funzionamento del sistema immunitario.